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Agricoltura biologica: perché conviene.

60.000 operatori

1.500.000 ettari

12% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU)

Questi i numeri dell’agricoltura biologica in Italia

(fonte: FIRAB)

La strada è tracciata: la graduale conversione dei terreni a una tecnica di coltivazione più sostenibile prosegue a ritmo impressionante. L’Italia si piazza prima di Francia e Germania per ettari coltivati in modo biologico con un incremento del 347% negli ultimi 20 anni. Il primato di Superficie agricola biologica va al Sud e, nello specifico, in Calabria con il 31% della SAU.

Quali i vantaggi?

  • prodotto più salubre
  • appeal del biologico sui consumatori
  • ritorno maggiore in termini di reddito per gli agricoltori
  • sostenibilità ambientale
  • gestione più “naturale” ed efficace con le nuove tecnologie dell’IoT (Internet of Things)

fagiolini

PIU’ QUALITA’

Secondo una ricerca dell’Associazione francese dei Consumatore, solo la frutta proveniente da agricoltura biologica è priva di contaminazioni.

Non solo Francia, anche in Italia i nutrizionisti confermano che il consumo di prodotti biologici espone in modo nettamente minore a pesticidi tossici e al cadmio, elemento chimico particolarmente nocivo.

Frutta e verdura biologica inoltre hanno un maggiore contenuto di polifenoli (dal 18% al 69% in più), importanti per la salute in quanto svolgono un’azione antiossidante e di prevenzione dei tumori. I polifenoli, infatti, vengono prodotti dalla pianta quando reagisce, in modo naturale, a uno stato di stress.
Nelle colture convenzionali, al contrario, la protezione chimica di pesticidi non stimola la pianta a produrre quelle molecole di difesa (contro muffe e funghi, per esempio), contenenti i preziosi polifenoli.

L’APPEAL DEL BIOLOGICO

I prodotti biologici sono sempre più richiesti dal mercato, soprattutto quelli di provenienza italiana: nel 2015 le vendite sono aumentate del 20%, mentre nel 2016 del 21%, tanto che oggi oltre 19 milioni di famiglie italiane (3 su 4) acquistano prodotti biologici e, di questi, circa 13 milioni consumano prodotti bio almeno una volta alla settimana per un mercato che vale attorno ai 4,3 miliardi di euro.

Benissimo anche l’export che vede l’Italia piazzarsi dopo gli USA con un giro di affari di circa 1,650 miliardi di euro.

Il consumatore, più informato e consapevole, sceglie bio per ragioni di sicurezza alimentare, genuinità e perché più sensibile alle tematiche ambientali. E per l’acquisto di prodotti che soddisfano queste aspettative è disposto anche a pagare di più.

PIU’ VALORE AL BIO

Il biologico paga di più anche nei campi.

Nel caso del grano duro, per esempio, nella media dell’anno, il prezzo all’origine di quello convenzionale è cresciuto dell’8%, mentre quello “bio” ha segnato un +41%.

campo_grano

Nel piacentino, invece, il pomodoro per industria da agricoltura biologica è stato pagato 130 euro per tonnellata rispetto agli 83 euro di quello convenzionale.

SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

Studi recenti hanno dimostrato che suoli condotti secondo le tecniche dell’agricoltura biologica imprigionano più carbonio nel terreno rispetto ai suoli sfruttati in modo convenzionale, e rilasciano quindi meno anidride carbonica nell’atmosfera. Questo dato è importante tenendo conto che l’agricoltura, o meglio, la gestione della sostanza organica naturalmente  presente o aggiunta con la fertilizzazione, sembra sia responsabile di un quarto delle emissioni totali di gas serra (in Italia, è responsabile per circa il 7% di quelle totali nazionali).

Non solo. L’agricoltura di carattere intensivo-industriale nel tempo ha contribuito a:

– l’inquinamento di fiumi, laghi e falde acquifere
I pesticidi hanno contaminato il 63,9% dei laghi e dei fiumi italiani e più di un terzo delle falde acquifere, anche profonde (fonte ISPRA: dato relativo al biennio 2013/2014);

– perdita della fertilità
Le pratiche dell’agricoltura industriale hanno provocato l’erosione del livello superficiale dei terreni in tutto il mondo, nonché altri fenomeni dannosi come la salinizzazione, l’acidificazione e la compattazione.
Le conseguenze: in 150 anni è andato perduto metà dello strato superficiale dei terreni, con un’accelerazione del fenomeno negli ultimi 40 anni che ha provocato la trasformazione del 30% dei terreni coltivabili in suoli improduttivi (fonte: FAO)

– diminuzione della resa produttiva
La perdita di fertilità del suolo è direttamente collegata alla riduzione della produttività: un calo del 50% della materia organica causa una diminuzione del 25% dei raccolti.

– riduzione della biodiversità
Negli ultimi 100 anni, è aumentato il rischio di estinzione soprattutto a causa dell’impiego di sostanze inquinanti e della distruzione dell’habitat naturale compiuta per fare spazio a superfici coltivate. Tutto questo mette oggi in pericolo il 12% delle specie di uccelli e il 25% delle specie di mammiferi (fonte IUCN).

L’agricoltura biologica invece tutela suoli e biodiversità grazie

  • all’uso di concimi organici e al divieto di utilizzare pesticidi e fertilizzanti chimici che consentono la proliferazione nel terreno di microorganismi, coleotteri e lombrichi, necessari per un suolo fertile;
  • alla rotazione delle colture;
  • alla pratica di scegliere varietà locali di piante.

Anche a livello di consumi energetici, l’agricoltura biologica risulta più sostenibile: consuma energia in modo più efficiente e in misura nettamente inferiore (il 45% in meno rispetto all’impiego nell’agricoltura convenzionale).

BIO CON I SENSORI WIRELESS E L’INTERNET OF THINGS (IoT)

Il divieto di utilizzare pesticidi e fertilizzanti chimici rende più impegnativa la gestione di una coltivazione biologica. Tuttavia oggi sono disponibili strumenti affidabili per controllare, in modo mirato e in tempo reale, quel che succede in campo a supporto di decisioni tempestive.

AURORAS è specializzata nella realizzazione di tecnologia innovativa per un’agricoltura più sostenibile: sensori wireless dislocati nel vigneto/campo/serra o integrati in piattaforme Internet of Things (IoT) che rilevano le condizioni micro-climatiche e fisio-patologiche della pianta e possono innescare azioni desiderate in modo automatico.

Per ogni tipo di coltivazione ed esigenza, AURORAS studia su misura il sistema di sensori wireless più adeguato:

SAVE GRAPE per la viticoltura

Save vigneti

SAVE CROP per l’agricoltura

GREEN HOUSE per le serre

L’adozione di sistemi di monitoraggio Internet of Things (IoT) e sensori wireless è utile anche per contenere i costi di produzione del biologico, più alti rispetto a quelli dell’agricoltura convenzionale. Grazie alle informazioni che vengono ricevute in modo costante dai sensori wireless, è possibile intervenire quando serve e nella giusta quantità con irrigazione, concimazione o trattamenti organici preventivi.
Inoltre, i sistemi con sensori wireless si caratterizzano per un basso consumo e per essere in genere dotati di pannellino solare.

Per consentire la trasmissione di moduli su lunghe distanze, AURORAS utilizza la tecnologia LoRa.

Per conoscere molto di più sull’applicazione dei sensori wireless in agricoltura, puoi leggere questo post.

Un approfondimento può essere letto per il sensore wireless EC, quello di umidità e quello di bagnatura fogliare.





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