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Agricoltura: la rivoluzione dell’IoT e altri trend

Più produzione.
Più attenzione all’ambiente.
Risparmio delle risorse.
Più competenze.

Questi gli obiettivi della rivoluzione in atto in agricoltura. Un cambiamento che è appena iniziato ma che, secondo il Boston Group Consulting, una società di consulenza mondiale, si affermerà fino a trasformare il settore entro il 2030 con nuove pratiche, abitudini e tecnologie derivate dall’IoT (Internet of Things).

Sono state individuati alcuni trend principali.

1 – PRECISION FARMING

L’agricoltura di precisione indica un nuovo modo di gestire le coltivazioni con azioni mirate alle reali necessità in campo (esempio: concimazione e irrigazione solo quando serve e nella misura più correttta).

Le tecnologie disponibili per praticare un’agricoltura di precisione sono diverse:

  • mappe e immagini satellitari per supportare le decisioni dei coltivatori e guidare le macchine agricole in campo
  • droni dotati di GPS per sorvolare gli ettari di terreno che si intende monitorare
  • sistemi di monitoraggio IoT (Internet of Things) dislocati in campo per il controllo delle condizioni fisio-patologiche della pianta e dei valori micro-climatici

Risale a poche settimane fa, il lancio in orbita del satellite franco-israeliano Venus per il monitoraggio dei terreni agricoli dallo spazio. Scopo: verificare lo stato di erosione, inquinamento, desertificazione del suolo e altri cambiamenti climatici. La particolarità del satellite è l’alta risoluzione della lente focale che permetterà di “distinguere le piante da una distanza di circa 5 metri, rendendo possibile la cosiddetta “agricoltura di precisione”, utile alla pianificazione delle necessità di acqua, fertilizzanti e antiparassitari degli organismi vegetali”.
(fonte: Agenzia Nova “Speciale Difesa: Speciale difesa: Israele manda in orbita satellite Venus, primo destinato a ricerca ambientale”).

Sempre dal cielo, un altro supporto per il coltivatore: il drone. Il drone consente di “fotografare” una vasta area che viene sorvolata in autonomia, grazie alla dotazione di dispositivi GPS. L’immagine catturata può essere elaborata in base a macchine multispettrali e indicare, per esempio, il vigore delle piante nei diversi punti del campo. Questo rende possibile la realizzazione di mappe di prescrizione utili per gestire le operazioni in campo come defogliazione, fertilizzazione e irrigazione.

Dal cielo, alla terra. Oggi sono disponibili sistemi di monitoraggio avanzato IoT (Internet of Things) che rilevano i valori di interesse direttamente in campo quali temperatura, umidità del suolo, crescita del fusto etc. Questi sistemi sono composti da sensori wireless che rilevano in modo automatico i dati, poi elaborati sulla base di specifici algoritmi per effettuare previsioni.
I sistemi di monitoraggio dotati di sensori wireless derivano dallo sviluppo della tecnologia Internet of Things (IoT), la nuova frontiera dell’innovazione, dove ogni dispositivo agisce in modo automatico ed è interconnesso con altri strumenti al fine di informare con precisione e in tempo reale circa i valori che interessano. Non solo, questi dispositivi sono “intelligenti” oltre che per l’automazione anche perché programmati per prevedere l’insorgere di date patologie. Controllo e previsione, quindi, per guidare al meglio le decisioni dell’agricoltore.

Grafico: come funziona il sistema di monitoraggio avanzato SAVE GRAPE per il vigneto

Queste tecnologie sono oggi utilizzate non solo da grandi fattorie, anche da aziende più piccole, come in Germania. Qui, gli agricoltori hanno fatto rete e hanno investito in attrezzatura dotate di GPS e sistemi intelligenti che consentono di conoscere con precisione la resa dei loro terreni.

Condividere l’investimento si può anche grazie, per esempio, all’applicazione della tecnologia LoRa ai sistemi di monitoraggio. La tecnologia LoRa consente di raccogliere e trasmettere informazioni da una rete di più nodi sensori dislocati anche a lunghe distanze e di comprendere, dunque, aree vaste appartenenti a proprietari diversi.

2 – AUTOMAZIONE

L’adozione della tecnologia comporterà l’automazione di alcuni processi. Basti pensare all’irrigazione: sistemi a goccia potranno essere innescati automaticamente sulla base dei dati rilevati dai sensori wireless specifici dislocati in campo. Questi sistemi si ispirano all’Internet of Things (IoT) e sono strumenti intelligenti in cui sensori comunicano con attuatori senza alcun intervento manuale.
Questo tipo di automazione avrà come principale conseguenza un fabbisogno inferiore di manodopera e quindi una riduzione dei costi.

3 – CONSOLIDAMENTO

La tendenza prevista è consolidare le aziende agricole acquisendo terreni e aumentandone le dimensioni anche se non necessariamente accentrandole nelle mani di un solo proprietario. Questo “trend” si sta verificando soprattutto in Europa dove sono presenti aziende di piccola o media grandezza. in Germania, la dimensione delle aziende è aumentata in media del 229% dal 1970 al 2010. Nello stesso periodo, in Francia, l’incremento è stato del 145%.
Le ragioni? La necessità di aumentare produzione, rese e introiti e di meglio ammortizzare gli investimenti in tecnologia e macchinari.

4 – PROFESSIONALITA’

Il grado di professionalità e le competenze aumenteranno soprattutto nelle grandi aziende agricole strutturate secondo modelli imprenditoriali innovativi. La necessità di adottare tecnologie aumenterà la conoscenza che si ha delle dinamiche in campo e delle reali necessità delle piante. Non solo. L’impresa agricola necessiterà sempre più di figure in grado di promuovere l’azienda e i prodotti come esperti di marketing o informatici. Inoltre, per rispondere alle sempre più pressanti esigenze di sicurezza alimentare e qualità ed essere così competitivi, diventeranno indispensabili figure come agronomi e agrotecnici.

5 – CARENZA DI LAVORATORI QUALIFICATI

Sembra un paradosso: la tecnologia consentirà di diminuire il lavoro in campo, eppure, attualmente il cambio generazionale nelle aziende non è sufficiente a rispondere alla domanda occupazionale in agricoltura. Almeno in Italia dove “nei campi il ricambio generazionale è fermo sotto il 7%, con gli addetti attuali che per oltre il 50% hanno compiuto 60 anni… Proiettando questa tendenza occupazionale nel settore fino al 203… verrebbero a mancare circa 150mila unità” (dati Cia – Agricoltori Italiani).





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