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IoT e sostenibilità: come i sensori supportano l’economia circolare

Come ridurre lo spreco di risorse?

L’economia circolare è una risposta. Nasce infatti per ottimizzare le risorse e favorire il riciclo degli scarti, in contrapposizione all’economia lineare. In questo tradizionale modello infatti, il bene è trasformato, usato e poi buttato con produzione continua di rifiuti e dispendio di risorse.

L’economia circolare invece si basa sulla conservazione della risorsa che risulta più produttiva, riducendo spreco e inquinamento.

Ecco i principi che la guidano:

1 – allungare il ciclo di vita di un bene

2 – accrescerne l’uso per evitare che venga scartato prima del tempo

3 – favorire il riciclo di ogni parte del bene, individuando nuovi utilizzi

4 – rigenerare i nutrienti della biosfera.

fonte: Environmental Services Association

L’IoT (Internet of Things) si integra perfettamente nell’economia circolare perché consente di accrescere la profittabilità e la durata di un bene o risorsa.

Come? Attraverso i Big Data e l’analisi.

I sistemi IoT (Internet of Things) si compongono di dispositivi “intelligenti”, interconnessi tra loro, che si azionano in modo automatico. Stiamo parlando di sensori wireless che rilevano dati ed elaborano continuamente informazioni per conoscere, in tempo reale, lo stato o le condizioni del bene monitorato. Questo consente di poter intervenire con prontezza in caso di necessità per risolvere le criticità e rendere il ciclo produttivo più efficiente.

Alcuni esempi

Nell’ambito agricolo, l’IoT (Internet of Things) può essere applicato in campo per irrigare solo quando serve e nella giusta quantità. Il consumo mirato di acqua al reale bisogno della pianta favorisce la riduzione degli sprechi e dei costi. Stesso discorso per l’uso dei nutrienti del suolo e di altre sostanze a tutela della coltivazione.
In viticoltura, i sistemi di monitoraggio IoT (dotati di pannelli solari o a basso consumo) rilevano dati relativi alle condizioni climatiche nel vigneto che, rielaborati sulla base di modelli predittivi, permettono di anticipare l’insorgenza di malattie fungine a salvaguardia della produzione e della salute della pianta.

Nelle serre con coltivazione fuori suolo (idroponiche e aeroponiche), i sensori scandiscono la somministrazione di acqua e di fertilizzante sulla base del bisogno rilevato. Nelle serre acquaponiche, invece, il fertilizzante è ottenuto dai residui organici dei pesci che entrano nel processo produttivo in un circolo virtuoso di produzione e rigenerazione continua della risorsa.
Le vertical farming, strutture verticali a più piani per la produzione di frutta e verdura, costruite in prossimità delle grandi città, ottimizzano al massimo l’uso di risorse, diminuendo gli sprechi, e consentono di ridurre l’inquinamento, eliminando dalla filiera il trasporto su gomma su lunghe distanze.

Nell’ambito industriale (e dei trasporti), i sensori wireless applicati ai macchinari permettono di verificarne lo stato di salute in modo costante e continuo. Così è possibile programmare la manutenzione prima che si verifichino rotture, con conseguente blocco della produzione, e allungare la vita della macchina monitorata.

E ancora: l’applicazione dell’IoT (Internet of Things) si estende a svariati campi, dal settore energetico alle infrastrutture cittadine.
Barcellona ricorre spesso come esempio di smart city che ha saputo integrare l’IoT nel suo tessuto con diverse iniziative tra cui l’installazione di 19.500 “smart meters” (dato del 2016) in grado monitorare e ottimizzare l’uso di energia elettrica nelle varie aree, e l’adozione di sensori di pioggia e umidità per regolare l’irrigazione dei parchi pubblici con un risparmio sui costi del 25%.

Ogni epoca ha le sue sfide e la tecnologia si è sviluppata anche per affrontarle. Ora è il momento di entrare in una nuova era, più sostenibile sia per noi che per il pianeta, e l’IoT (Internet of Things) è una delle innovazioni che può supportare il cambiamento.

fonte: www.greenbiz.com/article/where-circular-economy-meets-internet-things





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